tema argomentativo sulla pena di morte?

tema argomentativo sulla pena di morte?

v prg aiutatemi

Answer:

La pena di morte, chiamata anche pena capitale, è l’uccisione di un individuo ordinata da un tribunale in seguito ad una condanna. Ci sono paesi dove è prevista la pena di morte per reati considerati gravi, come omicidio ed alto tradimento; altri, invece, dove ritengono possibile la pena capitale non solo per gli omicidi, ma anche per l’esecuzione di altri crimini violenti, come la rapina e/o lo stupro.

Primo stato al mondo ad abolire la pena di morte fu, il 30 novembre 1786, il Granducato di Toscana con l’emanazione del nuovo codice penale toscano (Riforma criminale toscana o Leopoldina) firmato dal granduca Pietro Leopoldo (divenuto poi Leopoldo II del Sacro Romano Impero), influenzato dalle idee di pensatori come Cesare Beccaria; tale giornata è festa regionale in Toscana. Precedentemente una breve abolizione (o meglio una forte limitazione) avvenne in Russia nel 1753 per opera della zarina Elisabetta I. Se si considera l’abolizione “di fatto” lo stato abolizionista più antico è invece la Repubblica di San Marino, tuttora esistente: l’ultima esecuzione ufficiale risale al 1468, mentre l’abolizione definitiva fu sancita per legge nel 1865.

In conclusione sono comunque 32 gli Stati che, più o meno regolarmente, applicano ancora La pena di morte ..

La pena di morte in Italia, tranne che per il regicidio, l’alto tradimento e delitti commessi in tempo di guerra, fu abolita la prima volta durante il Regno d’Italia, nel 1889, nel codice penale opera del ministro liberale Giuseppe Zanardelli. Fu reintrodotta dal regime fascista, abolita nel 1944 e ripristinata l’anno seguente; con l’avvento della Repubblica (1946) è stata espressamente vietata dalla costituzione del 1948, tranne casi previsti da leggi di guerra, anche se solo nel 1994 è stata abolita completamente, con l’eliminazione degli articoli riguardanti nel Codice Penale Militare di Guerra. L’ultima esecuzione è avvenuta in Italia nel 1947 [3]. Nel 2007 è stata completamente espunta dalla Costituzione anche con riferimento alle leggi militari di guerra.

spero di esserti stata d’aiuto..

Oggi più che mai si parla della pena di morte come pena da istituire o come pena da eliminare. Taluni sostengono che la pena di morte è necessaria, perché unico valido deterrente alla criminalità. Altri sostengono che la pena di morte non ha alcun tipo di influenza sul tasso di criminalità, poiché, nei paesi dove è applicata, la delinquenza non è diminuita, anzi in alcuni casi è addirittura aumentata.

Io ritengo la pena di morte una pena inutile, una pena che oltre ad andare contro il diritto fondamentale della nostra esistenza, il diritto alla vita, lede una serie di disposizioni normative di carattere internazionale approvate anche dai paesi che sistematicamente applicano la pena capitale come pena “ordinaria”. Analizziamo proprio sotto questo aspetto la pena di morte.

Una delle prime norme che tale pena va a ledere, è l’articolo 3 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Tale dichiarazione è stata approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York il 10 dicembre 1948. Essa non è un trattato internazionale ma, come si esprime nel suo preambolo, è un ideale comune da raggiungere da tutti i popoli e da tutte le nazioni, pertanto non è produttiva di norme giuridicamente obbligatorie; essa ha comunque una notevole importanza perché viene richiamata nel Preambolo della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali ed anche nel Patto internazionale dei diritti civili e politici.

Questa analisi dimostra l’anti-giuridicità della pena di morte ma nonostante questo i dati che ci giungono sui giustiziati per vari reati sono allarmanti. Ogni anno sono puniti con la morte migliaia di detenuti in decine di paesi, e sono quasi cento i paesi in cui sono condannate a morte, in attesa di giudizio, migliaia e migliaia di persone. E non parliamo qui solo di stati arretrati o autoritari, come il Marocco, l’Egitto, ma anche alcuni tra i più civili e democratici, come il Giappone, la Corea del sud o gli Stati Uniti. Si parla molto degli Stati Uniti a questo proposito, ma occorre sapere che in alcuni stati, soprattutto islamici, la pena di morte non è l’eccezione, ma quasi la norma, e non vengono puniti con la morte solo gli omicidi: in Mauritania è punita con la morte l’omosessualità (poiché dal 1980 si giudica con la legge islamica, come accadeva in Afghanistan sotto il regime talebano). In Benin sono state emesse nel 1993 sette condanne capitali per stregoneria e magia. In Nigeria sono state eseguite 95 condanne nel 1995, e le ultime nove hanno fatto discutere in tutto il mondo perché riguardavano attivisti dei movimenti ambientalisti e difensori dei diritti umani. In Sudan sono considerati reati capitali l’adulterio, il danneggiamento all’economia nazionale e la falsa testimonianza. L’Iraq di Saddam Hussein puniva con la pena capitale reati non violenti come l’appartenenza a due partiti politici e l’appartenenza a partiti politici illegali, in Siria i reati capitali sono quelli di spaccio di stupefacenti ; qui i processi si svolgono in segreto e agli imputati non vengono concessi né una difesa legale adeguata né il diritto di appello; in Giordania i condannati a morte vengono avvertiti solo qualche minuto prima dell’esecuzione, mentre i familiari sono avvertiti solo a condanna effettuata.

Sicuramente il caso più grave rimane quello della Cina, dove migliaia di persone vengono giustiziate ogni anno e si può essere condannati a morte per ben 68 reati tra cui l’evasione fiscale, la corruzione, il furto, il contrabbando d’auto, il furto di cammelli, mucche e cavalli. In molti paesi asiatici si sta estendendo il reato di traffico di sostanze stupefacenti come reato capitale. In alcuni paesi del Medio Oriente, invece, è considerato reato capitale l’adulterio.

Qualcuno potrebbe essere favorevole a questo tipo di pena così disumano argomentando che è giusto che chi uccide debba essere ucciso. Però, se fosse uno di noi, o un nostro parente, a trovarsi in un processo a dover rispondere del reato di omicidio, che cosa penseremmo allora sulla pena di morte? Quando un soggetto uccide un altro soggetto, almeno in alcuni casi, non è lucido mentalmente.

Un altro motivo per cui non sono d’accordo con la pena di morte è la sua irrimediabilità : una volta inflitta non permette alcun tipo di correzione, e noi abbiamo davanti agli occhi ogni giorno degli errori giudiziari ; in questo caso non si potrebbe tornare più indietro, questa pena va anche contro la riabilitazione del reo, ed è poi provato che una pena capitale è molto più costosa di una condanna a vita in carcere.

Ma tutto ciò è ovviamente di contorno alla vera riflessione da condurre : uccidere è sempre sbagliato, anche quando a uccidere è lo Stato.

aeee…un tema argomentativo…mazza..

prova a vedere se trovi qualche informazione http://www.umanisti.it/karl/penamortemondo.htm

sulle ceneri del vecchio Impero zarista e si sciolse ufficialmente il 26 dicembre 1991.

La lista delle repubbliche costituenti la federazione, nel corso del tempo subì numerose variazioni. Negli anni precedenti il suo scioglimento, ne facevano parte 15 Repubbliche Socialiste Sovietiche (RSS).

La più grande per superficie, economia e popolazione e la più importante sul piano politico fu la Repubblica Socialista Sovietica Russa, l’odierna Russia. Anche il territorio dell’Unione Sovietica subì vari mutamenti, e nel periodo più recente corrispondeva approssimativamente a quello del tardo Impero Russo, senza tuttavia Polonia e Finlandia. L’organizzazione politica del paese prevedeva un solo partito politico ufficialmente riconosciuto, il Partito Comunista dell’Unione Sovietica (PCUS), guidato da un Segretario Generale e dal Politburo.

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